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NINO FAZIO, doppia traversata stile libero 
20.07.2010

Ma la traversata-record del 2 Settembre è qui - But the Sept. 2nd record-crossing is here!

Testo e immagini di Marcello Aricò (nuotatore, amico, medico della traversata)

Un inverno come tanti, l'ultimo inverno, volti noti e volti sconosciuti nella piscina scoperta che rievoca i versi del Pascoli "C'è qualcosa di nuovo nel sole, anzi di antico". E di "antico" c'è sicuramente una amicizia con un uomo, figlio della nostra terra, che pratica  uno sport che fonde acqua e fatica e li trasforma in un gesto atletico di grande spessore; un'amicizia che nasce più di 20 anni fa nelle splendide acque delle Eolie e che si è perpetua fino ad oggi durante i suoi severi allenamenti avanti e indietro ai Cappuccini e all'ombra della schiuma del nostro mitico mare.  

Ricordo bene che in uno di questi incontri mi sussurrò che il tempo era giunto per cimentarsi nella doppia traversata dello stretto di Messina; ripeto me lo sussurrò e mi raccomandò di tenere questo segreto fino a quando la sua speranza di fare un'altra impresa non si fosse tramutata nella certezza di essere pronto a sfidare ancora una volta il "mito".

Sciolte le sue riserve, decretò che il 20 luglio sarebbe stata la data che assieme all’amico barcaiolo Giovanni aveva scelto, e quando io cominciai a balbettare qualche riserva per impegni presi precedentemente mi fulminò con un’aria candida a cui non si può replicare e mi disse: "Senza il mio medico io non faccio neanche una bracciata"; frase lapidaria che oltre a lusingarmi mi inchiodava alle mie responsabilità e quindi un po’ frastornato ma deciso risposi: "Ci sarò".  


Ahi ahi, vento teso da scirocco... ma ormai siamo in ballo!

Quella mattina sulla spiaggia arrivai per primo e un teso vento di scirocco disturbava quell’incantato angolo di mondo. Poi Nino arrivò con la sua famiglia al seguito e il suo sorriso solare che lasciava solo intravedere un po’ di tensione accumulata nella preparazione dell’evento. Con gli occhi di un bimbo sorpreso ora  fissava  le bandiere dell’Happy Lido che, tese, davano la misura della forza del vento, ora cercava di incrociare lo sguardo di Giovanni Arena, il barcaiolo, nella speranza di trovare serenità nella sua espressione un po’ preoccupata.

Tutto era pronto e con il sostegno della famiglia con il piccolo Andrea, dell’amico Pietro, dei barcaioli, dei cronometristi e del suo medico dopo il rito della “crema” sulle ascelle e sul collo, senza indugio, tra un tappeto di meduse cominciava la sua vigorosa nuotata. Nuotata fluida e potente come un tritone di certe favole, Nino sfidava il vento e le onde che ne limitavano la progressione ma riusciva comunque ad entusiasmare quanti lo accompagnavano sulle barche.  

Il vento di scirocco tentava di essere il primo attore di quel fantastico palcoscenico ma Nino da "nuotatore consumato" è salito via via in cattedra rimanendo l’unico protagonista assoluto e, bracciata dopo bracciata, ha toccato la sponda calabra con un ottimo tempo di 42 minuti; tempo esaltato dalla cattive condizioni climatiche.

Senza indugio e dopo una breve pausa per una bevanda energetica, Nino ha ricominciato a mulinare le braccia alla volta della sponda messinese. Nonostante l'ottimo tempo dell'andata tra l'equipaggio cominciava a serpeggiare l'angoscia del possibile mancato record; “Oggi questo mare proprio non vuole dare una mano a Nino“ pensai e quasi a giustificare questo pensiero, come ebbi poi modo di scimmiottare davanti alla telecamera, elaborai la mia tesi sottolineando come il mio amico Nino dovesse pagare un contributo superiore agli altri nuotatori proporzionale all'amore intenso che ha per lo Stretto, un prezzo elevato per legittimarsi signore di queste acque.  

E intanto continuava a nuotare tra vento e onde, fiero del ruolo che occupa nella storia delle traversate.  

Il tempo intanto scorre, la costa si avvicina, 1 e 23', 1 e 24' fino a 1.30' 33”, e il nostro eroe finisce la sua fatica felice, soddisfatto del tempo impiegato e... prendendo tutti in controtempo, con la sua candida espressione cerca di sollevare il morale alla sua claque un po' dispiaciuta per lui che non era riuscito a fare il record.  

Grazie Nino per averci regalato anche oggi una bella giornata di sport, grazie per averci dato una lezione di vita interpretando il gesto agonistico da professionista serio e coscienzioso che si misura con l'ambiente e le sensazioni del proprio corpo e non con l'accanimento di voler conseguire il risultato cronometrico ad ogni costo... Poi con l'aplomb di un gentiluomo mi guarda, sorride e dice semplicemente "La rifaremo"... e io ci sarò.

Il tuo amico Marcello  


L'andata verso la Calabria con lo scirocco in faccia è stata durissima. Tante respirazioni "saltate" per evitare le onde e uno sballottamento continuo... ma che fare? Prendiamola a ridere!


L'arrivo a Cannitello in oltre 42' mi fa capire che non sarà facile realizzare un tempo vicino al record, anche se ricordo la traversata invernale di Cacopardo con un ritorno più veloce dell'andata. Quindi non perdo la speranza e continuo a tirare!

 


La corrente "montante", incoraggiata dallo scirocco, mi porta dall'altro lato della Punta rispetto a quello dove solitamente si concludono le "doppie" - Almeno stavolta non arrivo su una spiaggia deserta!


E la traversata si conclude con un tuffo in un po' di casereccia celebrity, quando vengo invitato ad avvicinarmi ad una signora "che vuole conoscermi ma non può muoversi perchè ha il bimbo addormentato in grembo". La signora era Marina La Rosa, mitica "gatta morta" del Grande Fratello che, posso assicurare, è viva più che mai e in ottima forma!

Ma la traversata-record del 2 Settembre è qui - But the Sept. 2nd record-crossing is here!

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