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FRANCESCO BONCORDO, traversata solitaria stile libero
17.06.2013

A Francesco Boncordo sono bastati pochi mesi di allenamento per entrare nel cuore degli "addetti ai lavori" della Piscina Cappuccini di Messina. Una personalità solare unita ad una educazione da "ragazzo d'altri tempi" ha fatto sì che la sua traversata - a tutti gli effetti "amatoriale" - si sia trasformata in una delle giornate più belle di questo inizio estate. Le notevoli capacità atletiche di Boncordo si erano finora manifestate in campi molto lontani dal nuoto di fondo - per scenario, spirito... e decibel: col nome di B Boy, "Ciccio" è uno dei più attivi breakdancers freestyle, a metà tra artista e atleta. Ma il richiamo della traversata si è arrampicato fino a Novara di Sicilia, il centro montano di cui il ventinovenne è originario... e così, dopo pochi mesi di allenamento, anche B Boy Ciccio Boncordo si ritrova con piedi a mollo, cuffia e occhialini. E con lo Stretto nel cuore.

La familiarità con la logica del costante allenamento gli rende naturale affrontare da vero atleta anche questa nuova avventura. Tocca all'allenatore Giuseppe La Monaca indirizzare le esplosive energie di Ciccio verso un percorso tecnico di miglioramento dello stile, ma il lavoro è facilitato dalla grande forza di volontà che lo porta ad adattarsi rapidamente a carichi di lavoro notevoli. Il desiderio di effettuare la traversata in solitaria la dice lunga sulla passione con cui affronta il progetto. Lo staff di cui si avvale è quello che ha accompagnato le migliori traversate degli ultimi anni, con la conduzione della barca-guida affidata a Giovanni Arena, col sottoscritto che cura l'organizzazione, il dott. Marcello Aricò responsabile dell'assistenza medica e Angelina Mangraviti e Giuseppe Settimo cronometristi ufficiali FICR.

La traversata si svolge in uno splendido mattino di Giugno, in condizioni ideali, con lieve brezza e mare calmo. Ritmo elevato fin dalle prime bracciate e una nuotata sicura e potente, che compensa in parte la tecnica ancora un po' grezza. Qualche medusa lungo la rotta aggiunge la sua firma ai tatuaggi sul corpo del nuotatore, che dopo aver stabilizzato il suo ritmo di bracciate intorno alle 80 al minuto incrementa ancora la frequenza negli ultimi 500 metri, sprintando fino alla sabbia di Cannitello dove ferma la sua azione, ancora carico di adrenalina - e felicissimo. Il tempo è inferiore alle attese, poco più di 51 minuti, e va a premiare la serietà e la dedizione con cui l'impegno è stato affrontato. Un'esperienza che speriamo non si fermi qui e che, come spesso accade, aggiunga all'atleta un nuovo tassello nella conoscenza di sè stesso, dei propri limiti e delle proprie capacità, una consapevolezza che occorrerà poi trasformare in una crescita personale, non solo sportiva. Dimostrare qualcosa a sè stessi è il primo passo. Poi ne verranno altri, per trasformare quella dimostrazione in crescita personale. Ciccio ha forza, serietà e simpatia, tutte le carte in regola per andar forte nella vita come oggi è andato in acqua.

poco prima del "via" e, sotto, le prime bracciate sotto gli occhi della cronometrista Angelina Mangraviti

Giovanni Arena "stabilisce il contatto" col nuotatore, che verrà incitato e guidato perfettamente su una rotta ideale, assecondando la lieve "scendente".

Nell'altra barca che lo affianca trovano posto la mamma, l'allenatore Giuseppe La Monaca - che gli urla il suo incitamento - e gli accompagnatori Fabio Fiorito e Umberto Amanti.

L'entusiasmo dell'arrivo e, sotto, il rientro in barca con gli amici Fabio, Umberto e l'allenatore Giuseppe La Monaca.

Le foto di rito al rientro a Torre Faro. Sopra, col medico Marcello Aricò e i cronometristi Mangraviti e Settimo, sotto con Giuseppe La Monaca, Giovanni Arena e Nino Fazio.

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